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Creativity & Innovation

 

La forza dei progetti di IN-OLTRE è testimoniata da riconoscimenti e attestati di fiducia. Nel 2009 IN-OLTRE è stata selezionata dalla Commissione Europea sulle Buone Pratiche per l’innovazione e la creatività. Il progetto scelto e premiato è il Festival Arte e Disabilità “...Continuo a Non perdere la Maraviglia”. Un progetto innovativo e creativo, si legge nella motivazione, perché in grado di dare voce, attraverso linguaggi alternativi, ad un mondo silenzioso nellʼambito della disabilità.

Altri attestati di stima sono giunti:

  • dal Prefetto di Bergamo Camillo Andreana a seguito del gemellaggio con lʼAssociazione FAI Sport Udine attiva nellʼambito della disabilità
  • Provincia di Bergamo: "un ringraziamento agli operatori della solidarietà e della siicurezza"
  • da Unci (Unione Nazionale Cavalieri di Italia) che ha assegnato a IN-OLTRE la sedicesima edizione del Premio della Bontà “Città di Bergamo”
  • dalla Città di Rovigo per la partecipazione alla terza Rassegna nazionale "Teatro e disabilità".

libri

Premesse per un progetto di formazione PDF Stampa E-mail

Sulla base di alcune esperienze già avviate  in questi anni si possono individuare alcuni terreni di indirizzo provvisorio per le attività formative quali ad esempio:

1. i soggetti che si pongono in situazione di formazione costituiscono la principale risorsa e parte attiva nel percorso formativo;
2. le competenze , le memorie, le narrazioni implicite  ed esplicite  di ospiti, operatori, genitori, volontari,  costituiscono materiali primari per la realizzazione di percorsi finalizzati ad cambiamento partecipato delle condizioni e delle situazioni riguardanti la disabilità;
3.  occorre agire l’opportunità di  partire dall’esistente,  non separando la realtà quotidiana di lavoro dall’elaborazione di pensiero intorno all’handicap ed ai servizi.

Da qui il processo formativo necessita di:

•  presenza di  una pluralità di figure che ascoltano e leggono la realtà, producono pensiero progettuale, coordinano ed integrano le competenze, osservano le dinamiche nei processi, verificano e valutano gli esiti, accompagnano i percorsi;
• una continua regolazione degli oggetti di lavoro, che, partendo da stimoli tematici di “esperti”, sviluppi: 
- sapere condiviso
- sapere coniugabile nella quotidianità
- tappe di memoria sancibili come crescita professionale del gruppo.

 Una formazione quindi  partecipante, che riduce - nel farsi concreto dell’apprendere cooperativamente  -  la  distanza tra formatore  e formandi, fra teoria e pratica, fra semantica sociale ed azione quotidiana, tra linguaggi scientifici e linguaggi  verbali e non verbali, tra  razionalità ed emozione 

 Altrimenti, corriamo il rischio di avere  mondi separati ed autoreferenti:
 
• il mondo dei servizi segnato dalle necessarie aderenze alla realtà;
• il mondo degli operatori attraversato da facili idealizzazioni e depressioni nella propria azione professionale (il continuo cambiamento, la velocità terapeutica e contemporaneamente la cronicità dei disabili adulti con cui si lavora);
• il mondo delle famiglie, connotato da stress della discontinuità ( tra speranze e frustrazioni, tra attese e delusioni, tra marginalità e disponibilità alla partecipazione, tra committenza ed utenza);
• il mondo delle istituzioni che interagiscono sul terreno della disabilità e dell’integrazione ( scuola, ente locale )  alla ricerca di un equilibrio in continuo aggiustamento tra autoreferenza e integrazione, tra slancio qualitativo e riduzione delle risorse a disposizione;
• il mondo dei produttori di pensiero, cultura, arte , chiamati a dare respiro e dilatazione  ai modi del percepire e comunicare  limiti ed illimiti delle esperienze e delle relazioni;
• la società civile , chiamata a esprimere i valori della uguaglianza delle opportunità e della opportunità di uguaglianze per tutti e per ciascuno.
 
In questo contesto la formazione diventa processo continuo per dare continuità ai processi, per sperimentare  le frontiere nuove dell’apprendere , per ricoinvolgere nel proprio agire esperienze , linguaggi ,  contenuti espressi dai diversi mondi , dai diversi linguaggi, dalle diverse forme del comunicare e del relazionarsi.


 Un progetto di formazione che si struttura in progress può avviarsi partendo da attenzioni fondamentali quali :

• La persona disabile;
• La famiglia;
• Il territorio e le reti;
• L’organizzazione dei servizi
• La produzione di esperienze innovative connotate da continuità di integrazione  tra diversità
• L’utilizzo di linguaggi e metodologie profondamente “creative” e capaci di reciprocità fecondanti
• La capacità di progettare e assumere responsabilità collettivamente